L’anfiteatro di Avella

Noi di inchiostrovivo.it iniziamo questa nuova avventura alla scoperta delle bellezze naturalistiche ed archeologiche dell’antica Campania Felix, con la speranza che possa essere di vostro gradimento e che vi invogli a visitare questo e i successivi magnifici luoghi di cui vi racconteremo. Ecco a voi la prima puntata di questo lungo viaggio.

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L’area archeologica rappresenta il primo nucleo del Parco Archeologico dell’antica Abella.

L’anfiteatro, la cui raffigurazione compare sul lato di una base di statua di calcare di età antonina, oggi conservata nella piazza antistante il Palazzo Ducale nel centro storico di Avella, fu edificato nel settore sud-orientale della città antica, in un’area precedentemente già occupata da strutture abitative del periodo sannitico. Il monumento, in opera reticolata, fu costruito a ridosso delle mura di cinta della città e sostenuto, nel settore Sud-Occidentale, da costruzioni destinate a reggere la media e summa cavea, quest’ultima non conservata.

Addirittura, l’Anfiteatro di Avella può essere considerato come uno dei più antichi della Campania: esso, infatti, fu costruito tra il I secolo a.C. e il II sec. d.C. al posto delle abitazioni distrutte durante la guerra tra Mario e Silla…

avellaLa Campania, quindi, annovera tra le sue innumerevoli bellezze un anfiteatro costruito su terrapieno e dimensionalmente molto simile a quello di Pompei (63x34m); l’anfiteatro di Avella fu eretto in “opus recitulatum” di tufo in parte appoggiato alle mura di cinta dell’antica città, in parte ad un pendio naturale ed in parte a grosse costruzioni a volta e sorgeva all’estremità orientale del “Decumano Maior“. Una sua atipicità è l’assenza di sotterranei e cunicoli presenti, invece, al Colosseo e all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: lo schema di base presenta una cavea con tre ordini, l’ima, la media e la summa cavea (che purtroppo è andata distrutta), da cui si poteva accedere agli spalti tramite i vomitoria disposti sull’asse maggiore dell’ellisse.

avella2All’arena si accede tramite due porte principali: la porta triumphalis, orientata in direzione della città e, dal lato opposto la porta libitinensis, dalla quale venivano portati via i gladiatori morti in combattimento. Una terza porta, più piccola e probabilmente riservata ai giudici, si apre sul lato Ovest e di fronte ad essa vi è una nicchia riservata a Nemesi, divinità a cui si affidavano i gladiatori. All’interno di questa struttura avvenivano, oltre agli spettacoli normali, venazioni (ossia la raccolta di sangue dei gladiatori morti in battaglia) e naumachie, entrambe ottenute deviando tramite alcune condotte le acque del fiume Clanio che scorreva non molto lontano dal sito dell’anfiteatro.

Cari inchiostrati, speriamo di avervi incuriosito con questa piccola finestra spalancata su di un prezioso spicchio di storia e cultura partenopea; ora non vi resta che fare un salto ad Avella per godervi questo piccolo spettacolo storico da vicino.

Pio Stefanelli

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